Barcellona: alla scoperta delle opere di Gaudì

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“L’arte deve essere seducente. Se le opere riusciranno a sprigionare seduzione, non soltanto gli intenditori saranno interessati ad esse, ma anche i profani”. Antoni Gaudì.

E così è.

Lui sosteneva che le persone non potessero trovare la felicità dentro i confini della linearità ed è per questo che le sue opere architettoniche sono un insieme di forme ondulate e sinuose.

Era un grande osservatore e fece sue tutte le forme del mondo, soprattutto le forme della natura. Da piccolo, per problemi di salute, non poteva correre e giocare con gli altri bambini e questo fece sì che Gaudì sviluppasse una grande capacità di osservazione. Si interrogava sulla natura che lo circondava e di particolare interesse fu la natura che ritrovava nella vicina Montserrat. Tutto lo incuriosiva e i rimandi al mondo naturale li ritroviamo fortissimi in tutte le sue opere. Se non è affascinante questo…

Ritrovarsi difronte alle sue opere è davvero un’emozione unica.

Il PARCO GÜELL è il primo che abbiamo visitato, siamo partiti dall’alto per poi scendere verso la SAGRADA FAMILIA, CASA BATLLÓ e CASA MILÁ.

Che dire? Il parco Güell ti fa rimanere a bocca aperta e incantato dalle sue forme ondulate e colorate. Sembra di essere in un altro mondo, un mondo di un cartone animato. Tutto è rotondeggiante e piastrellato di mosaici coloratissimi.

Questo parco-giardino si trova sulla collina El Carmel e questo lieve rialzamento permette una bella visuale sulla città di Barcellona, ma soprattutto, la vista viene catturata dalla Sagrada Familia.

Dal parco in circa 20 min a piedi siamo arrivati alla Sagrada Familia, simbolo indiscusso della città, lasciata incompiuta da Gaudì a causa della sua prematura scomparsa e ancora oggi non finita. Oggi, novant’anni dopo, architetti, geometri e artigiani giunti da tutto il mondo hanno raggiunto un grande traguardo ultimando la facciata della natività.

Dopo la sua morte scoppia la guerra civile e questo comporta la perdita di buona parte dei suoi appunti, ma i suoi seguaci hanno fatto di tutto per interpretare e avvicinarsi il più possibile alle volontà del genio Gaudì.

Ciò che più mi ha colpito è la forte presenza della natura al suo interno. Le colonne sembrano veri e propri alberi, altissimi alberi, slanciati verso l’alto come se si ascendesse al cielo. Le vetrate, invece, ricordano i fiori. La loro forma mi ha ricordato le margherite che ero solita disegnare quando ero piccola. Sono coloratissime vetrate dalle quali filtra la luce del sole e tutto ci fa sentire in simbiosi totale con la natura.

Casa Batlló rispecchia a pieno l’architettura della natura che ha caratterizzato tutte le opere di Gaudì.

Fuori, tantissime persone ad osservare e a fare fotografie alla particolare facciata del palazzo di Casa Batlló. È davvero originale, ma non mi sorprende, visto chi l’ha progettata!

La facciata è ondulata, come se a comporla fossero tante piccole onde, e la predominanza del colore blu mi ha ricordato subito il mare.

Infine, Casa Milá, l’opera più innovativa di Gaudì. Chiamata anche “la Pedrera” per la sua somiglianza ad una cava di pietra.

È l’ultima delle sue opere, ma fu molto criticata dai cittadini che inizialmente non l’apprezzarono.

Sono due palazzi con entrate indipendenti, ma formati da un’unica facciata nella quale ritroviamo le forme fluide di sempre.

Molto particolare è il tetto, se così si può chiamare. Non è come i tetti delle altre case. Il palazzo sfocia in una terrazza circolare sulla quale si può camminare. I camini che sorgono qua e là sul tetto portano la forma dei soldati. Soldati che dall’alto proteggono la città.

Quando le persone capiranno cosa sto facendo verrano da ogni parte del mondo per visitare le mie opere“. – Gaudì.