Castelli, palazzi e parchi: due giorni a Sintra

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Provate a guardare Sintra dal satellite,

è un insieme di palazzi, con parchi annessi, che sorgono su un promontorio tutto fatto di vie ondulate e bosco fitto.

Pensate che Lord Byron ne celebrò la bellezza nel suo poema Il pellegrinaggio del giovane Aroldo. E dice: “Guardate! Ecco apparire il glorioso Eden di Sintra, un variegato labirinto di monti e vallate”.

È il primo giorno, siamo in auto e l’attenzione è massima, dietro l’angolo potrebbe sorgere uno di quei palazzi che solo nelle favole fino ad ora abbiamo visto. Infatti è così!

Circa 15 minuti fra curve e alberi ci hanno portato come prima tappa al Palácio Nacional da Pena, che incanto, che meraviglia. È novembre e i turisti, sì ci sono, ma in quantità da non togliere lo spazio vitale. Possiamo fare foto senza necessariamente includere altre persone e camminare senza che qualcuno ti urti costantemente.

Una composizione di stili uniti perfettamente fra loro, una struttura esterna variopinta, un parco sottostante con flora di ogni tipo e l’altura che mostra un panorama mozzafiato, inseriscono questo luogo culturale sotto la tutela dell’UNESCO.

 

Secondo giorno,

siamo di nuovo in mezzo al bosco, ma questa volta in direzione del Palácio de Monserrate.

Un palazzo un po’ arabeggiante e un po’ indiano, completamente immerso in 30 ettari di parco verde smeraldo e risalente al XIX secolo, è una delle chicche da scoprire in questo fiabesco panorama di Sintra. Sia all’esterno che all’interno viene utilizzato il solito stile moresco/gotico/indiano.

Anche nel parco di Monserrate sono presenti tantissime specie di piante, 2500 per l’esattezza, e non sono solo piante provenienti dal Portogallo, ma da ben 5 continenti. Questa romantica e rilassante riserva naturale ha vinto, nel 2013, il premio europeo dei giardini.

 

Nel pomeriggio abbiamo visitato il Palácio Nacional de Sintra e anche quest ultimo è caratterizzato da uno stile completamente diverso dagli altri due.

Si trova nel piccolo centro di Sintra, un concentrato di viuzze con negozi di souvenir e bar, ma la punta di diamante culinario è il Piriquita, una pasticceria sempre affollatissima dove si possono gustare le prelibatezze tipiche del posto: le queijadas e i travesseiros. Uno con formaggio e cannella, l’altro con pastasfoglia e crema di mandorle. Questa pasticceria esiste dal 1840 e si trova in Rua Padaria, 1.

Tornando a noi, il Palazzo è un insieme di edifici e da fuori si riconosce grazie ai due alti coni bianchi posti più o meno al centro. Al suo interno vi è una famosa sala, la “Sala delle Gazze”, il nome deriva da una leggenda che narra la storia del re del tempo sorpreso dalla moglie in compagnia di un’altra donna e questo comportò un chiacchiericcio tale a corte che lui fece dipingere 136 gazze sul soffitto della sala, simbolo del pettegolezzo.

Ricorrenti anche azulejos e mosaici molto simili a quelli dell’Alcazar di Siviglia.

Quando viaggiamo è spesso probabile che ci venga a mancare il tempo per visitare tutto quello che c’è da visitare, vogliamo vedere tutto sfruttando al meglio i giorni che abbiamo a disposizione, ma per Sintra mi sento di consigliarvi di non fare la classica gita di un giorno per fare il pieno. Sintra, ha un animo a sè, un animo romantico che ha bisogno di tempo per mostrarsi al meglio delle sue capacità. Camminare in mezzo a tutto quel verde è rilassante e fresco, respirate a pieni polmoni questa aria leggera e spensierata che si percepisce in questi bellissimi parchi. Sostate e godetevi la visita.