Il mio viaggio a New York

Pubblicato il Pubblicato in New York, Stati Uniti

Sei consapevole di essere a New York, ma al tempo stesso non credi ai tuoi occhi… Un turbinio di emozioni fanno parte di te in ogni singolo istante della giornata; poi pensi di esserti calmato ed hai finalmente accettato l’idea che ti trovi effettivamente a New York, ma ecco che qualcosa ti catapulta nuovamente in quel “emotionally mess” che ti ha accompagnato fino ad ora. Tutto è sorprendente.

Per me è stata la prima volta in questa città e l’ho guardata,  l’ho osservata, l’ho adorata e, in tutto il suo splendore, mi ha rapito il cuore.

New York è la città caotica che vediamo nei film; è la città dove qualsiasi persona da qualsiasi parte del mondo si può adattare; è la città del cibo fritto ad ogni angolo e del caffè starbucks in mano mentre cammini; è la città con il cielo sereno ma che in un’ora può mutare a pioggia; è la città in cui la vita va a mille all’ora e gli uomini e donne d’affari, non importa la temperatura esterna, sono impeccabili con i loro abiti eleganti da lavoro; è la città in cui un ragazzo che ti vede in difficoltà perchè sei evidentemente un turista alla sua prima uscita new yorkese ti viene incontro e ti da il suo aiuto; è la città dei rooftop dove il clima è sempre allegro e trovi party alle una del pomeriggio; è la città dei taxi gialli e delle uber, dei parchi e delle persone che alla pausa pranzo vi trascorrono del tempo in compagnia; è tutto questo e molto altro ancora… che dobbiamo scoprire!

Inizierò con il parlarvi delle tappe che abbiamo percorso in questa settimana invernale a New York:

Giorno 1: Met – Madison Avenue

Giorno 2: Rockefeller Center – Fifth Avenue fino a Central Park- In bici a Central Park – Grand Central Station – Chrysler Building – New York Public Library – MoMA – Times Square

Giorno 3: Flatiron Building – Union Square (street food market) – Chelsea – High Line – Chelsea Market – Casa di Carry Bradshaw – 9/11 Memorial – Freedom Tower – Top of the Rock al tramonto

Giorno 4: Liberty Island & Ellis Island – Wall street – Ponte di Brooklyn – Dumbo

Giorno 5: Chinatown – Roosevelt Tramvia al tramonto – Pattinaggio a Rockfeller center

Giorno 6: Guggenheim Museum – Refinery Rooftop – Macy’s

Giorno 7: Whitney Museum – 230 Fifth Rooftop Igloo Bar – Volo per l’Italia.

Prima di partire mi sono ben documentata e, in tutta sincerità, l’itinerario iniziale è cambiato tante volte. Quando sei lì ci sono tanti fattori che entrano in gioco e rispettare una scaletta predefinita non è facile. Sicuramente bisogna tener conto del meteo: se piove non puoi fare altro che rifugiarti in un museo. Non dimentichiamoci del jet lag: le prime due notti si dorme a singhiozzi di 2/3 ore… Considerate anche che se andate a Central Park ci sta che il tempo voli e ti rendi conto, ormai troppo tardi, che dovevi fare altre mille cose. Ma questo è il bello di New York, giusto?

In una settimana si possono vedere tante cose, ma queste cose devono essere viste con calma e non con la frenesia e il pensiero della tappa successiva. Bisogna assaporare ogni momento. E per questo vi consiglio di utilizzare bene i mezzi di trasporto per ridurre le distanze: bici, metro, uber, taxi.

Giorno 1

Met

Il Met.

Come potete notare dalla foto, il primo giorno, diluviava. Quale momento migliore per visitare uno dei più grandi musei di New York, il Metropolitan Museum of Art?! Ci ha piacevolmente occupato tutta la giornata e, vista la pioggia a vento, è stato perfetto!

E a proposito di perfezione questo museo vi si avvicina molto… Un enorme edificio pieno di opere d’arte, a partire dall’antico Egitto fino ad arrivare ai giorni nostri, sono oltre due milioni, that’s incredible!

Le sezioni che più mi sono piaciute sono: quella delle arti dei paesi arabi, adoro l’arte islamica, in particolar modo l’architettura; e la sezione della pittura europea del XIX e XX secolo. In quest’ultima troverete Van Gogh, Gauguin, Cézanne, Renoir, Monet, Manet, Picasso, Degas, Klimt.

Met

Vi consiglio di prendervi una giornata per visitarlo (se volete visitare tutte, o quasi, le sezioni); altrimenti scegliete quelle che più vi piacciono e un’intera mattinata sarà sufficiente.

 

Giorno 2

Non vi ho ancora detto che il nostro hotel si trovava a Midtown (centro), quindi avevamo vicino molte delle principali attrazioni. Per una prima volta a New York, alloggiare in centro, credo sia la soluzione migliore.

Iniziamo la giornata con la visita alla bellissima piazza dove si erge l’albero di Natale più famoso al mondo, il Rockefeller Center.

Rockefeller Center

Da qui imbocchiamo la 5th Avenue e via, verso Central Park!

Le distanze sembrano brevi, ma non è proprio così… Se le temperature ve lo permettono, provate a ridurre i tragitti con le biciclette! Come funziona? Abbiamo scaricato l’app Citi Bike, questa ti geolocalizza segnalando gli stalli bici più vicini a te, una volta arrivati l’app ti permette di unlock la bicicletta che preferisci (elettrica e non) e tramite carta di credito si effettua il pagamento. Una volta pagato vi arriverà un codice numerico da inserire sulla tastierina alla sinistra dello stallo della bicicletta che avete scelto. Ogni corsa deve durare 30 minuti al massimo, quindi se il tragitto è più lungo potete fermarvi ad uno stallo lungo il vostro percorso e prendere una nuova bicicletta. Potete fare un abbonamento giornaliero di 12 $ oppure pagare ogni corsa 3 $. Una volta scaricata l’app e inseriti tutti i dati il procedimento di sblocco delle bici è davvero molto veloce.

Per noi è stata davvero una comodità!

Con la bici siamo arrivati poco dopo il met, l’abbiamo lasciata ad uno degli stalli presenti lungo il nostro percorso e ci siamo addentrati in Central Park scendendo di nuovo in direzione sud, ma questa volta a piedi (non si può pedalare all’interno del parco). Le nostre tappe sono state:

  • Loeb Boathouse
  • Bethesda Fountain
  • Literary Walk

Central Park

Central Park

Central Park

Central Park

Central Park

A sud di Central Park ci siamo fermati al famoso Sarabeth’s, ormai un must per gli abitanti di New York e per i visitatori. Devo dire che non è per niente economico, ma non abbiamo resistito al richiamo dei pancakes! 🙂

Sarabeth’s

Ben rifocillati, ci dirigiamo in direzione Grand Central Terminal, Chrysler Building e Public Librery, abbastanza vicini l’uno all’altro.

Che dire? Praticamente tre pilastri architettonici di New York in cui non puoi fare altro che rimanere lì, fermo impalato, a bocca aperta. La Grand Central è meravigliosa, il soffitto dell’atrio principale riporta un bellissimo cielo color verde acqua sul quale sono raffigurati i segni zodiacali e alcune costellazioni. Curiosità: il pittore allora incaricato dipinse il cielo al contrario. Non è ben chiaro se sia stato un errore da parte di Paul Helleu oppure una volontaria riproduzione basata su un manoscritto medievale in cui il cielo si vedeva fuori dalla volta celeste.

Grand Central Terminal

Immediatamente vicino si erge il famoso Chrysler Building, un tempo grattacielo più alto al mondo, rimasto poi uno dei tanti per quanto riguarda la sua altezza, ma sicuramente non per la sua bellezza e il suo valore simbolico. La cuspide di 38 m è di un’eleganza che fa passare gli altri edifici in secondo piano.

Il suo atrio è qualcosa di particolare, il contrasto tra l’esterno e l’interno lo rende ancor più speciale. L’entrata è un’esplosione di sfumature del marrone tradotte in marmi, affreschi e intarsiature… me lo ero immaginato sicuramente in modo diverso, è stata una piacevole sorpresa!

Chrysler Building

Giungiamo adesso alla New York Public Library; ad accesso gratuito potete visitare una delle più grandi librerie d’America. Le sale saranno invase da studiosi a tavolino, ma voi potrete passeggiare e osservare questo affascinante e silenzioso luogo in tutta tranquillità. In realtà è stato un momento curioso, mi sono costantemente domandata “ma non si accorgono di noi?”, tutti questi studiosi chini sui loro libri in una totale concentrazione, ve lo assicuro, senza prestare attenzione al flusso di visitatori che attraversano il corridoio centrale fra le due file di banchi.

New York Public Librery

Immediatamente dietro la biblioteca c’è una famosa catena di supermencati, l’Whole Foods Market suggeritaci dai nostri amici Silvia e Massimo dei “raccontidiviaggio.com“. Siamo entrati per curiosare e siamo usciti con due sacchetti pieni di cibo… C’è una sezione self-service dove appunto è possibile riempire delle vaschette con del cibo a nostra scelta e una volta completato il riempimento basta recarsi alle casse dove sarà possibile pagare il cestino in base al peso. Come ci avevano già anticipato Silvia e Massimo, il risparmio è notevole; mangi tanto e bene e spendi poco.

Dopo aver lasciato la nostra cena dell’Whole Foods Market in camera, ci siamo fatti portare in taxi al Moma, è venerdì e l’ingresso è gratuito!

Dopo l’Olanda, New York chiude il cerchio delle opere importanti di Van Gogh; e finalmente vediamo “Notte stellata”!

MoMA

Appena usciti dal museo ci incamminiamo verso l’hotel, ma le luci di Times Square ci attirano a loro e decidiamo di trattenerci ancora un po’ in giro. Times Square illumima decisamente la notte e illumina gli animi delle persone; una miriade di enormi schermi che illuminano questo pezzo di Manhattan e una miriade di persone che si fermano a fare una miriade di foto… mette un’allegria e un’energia incredibile!

Times Square

Giorno 3

Dopo una buonissima colazione al Junior’s, ci facciamo portare da un taxi al Flatiron Building e da qui, 10 minuti a piedi sulla Broadway (direzione sud) ci portano a Union Square dove il sabato c’è il food market e lo street food.

Flatiron

Da Union Square abbiamo imboccato la W 14th St e in circa 20 minuti siamo arrivati alla High Line. 2,33 km di binari dismessi riqualificati in un lunga sopraelevata dove poter passeggiare circondati da piante e fiori, uno spazio verde che noi però non ci siamo goduti appieno data la fredda stagione.

Chelsea

High Line

Prossima tappa è il Chelsea Market, il paradiso delle papille gustative! Un corridoio lunghissimo dove i ‘luoghi del cibo’ si susseguono in modo affascinante; i profumi ti catturano e gli occhi guardano a sinistra e poi a destra e il cervello non sa decidersi: cibi diversi per culture diverse uguale bontà! Optiamo per il Lobster Place dove le aragoste si mangiano con i guanti e un bavaglio al collo. Il Lobester è come un’enorme pescheria con i tavoli al centro in cui puoi fermarti a mangiare le aragoste, ma anche il sushi o le ostriche o il pesce fritto.

Chelsea MarketLobster Place

Siamo a Chelsea dunque non molto lontano da 66 Perry St. Come posso non andare a vedere l’appartamento di Carrie Bradshaw? La scalinata, la porta, la finestra; la finestra dalla quale, nel film, si vede lei intenta a scrivere i suoi articoli o dalla quale si affaccia per parlare con il fidanzato del momento, è davvero emozionante.

Casa di Carrie

Passiamo da un’emozione all’altra; siamo ora a Ground Zero ed è davvero toccante. Ci siamo soffermati qualche minuto in silenzio ad osservare queste enormi vasche, si sente solo l’acqua che scroscia ed è forte il pensiero che ricorda la strage.

A pochi passi si erge la Freedom Tower, il grattacielo più alto di New York, decidiamo di salirvi. Che spettacolo, ve lo consiglio! 102 piani in 48 secondi con l’ascensore in cui vi si racconta tramite fotogrammi la storia di New York dal niente ai giorni nostri.

Freedom Tower dall’esterno

Freedom Tower dall’interno

Alle 16.30 abbiamo prenotato l’accesso al Top of the Rock al tramonto quindi ci dirigiamo all’osservatorio del Rockfeller Center per goderci lo spettacolo  della luce del sole che cala al tramonto e le luci della città che piano piano si accendono. Da una parte la vista è sull’Empire e tutto ciò che lo circonda, dall’altra la vista è su Central Park.

I tramonti di New York sono qualcosa di semplicemente spettacolare…

Top of the Rock

Giorno 4

Questa mattina per la prima volta prendiamo la metro subito accanto al nostro hotel con direzione Battery Park!

Da Battery partono tutti i battelli per la Statua della Libertà e Ellis Island. La prima è di un’imponenza unica ma la bellezza è proprio il vederla dall’esterno; Ellis Island, invece, è un pezzo di storia di New York e di tanti paesi del mondo che dovete assolutamente visitare… molti dei nostri antenati sono sbarcati su quest’isola, chissà che non troviate qualche vostro avo.

Devo dire che è un po’ toccante la visita al museo… Poi ditemi anche voi cosa avete percepito.

Liberty Statue

Ellis Island

Lasciamo l’isolotto e rientriamo a Battery Park; da qui prendiamo di nuovo la Broadway e in due minuti arriviamo al famoso Toro di Wall Street. Protagonista di molti film ambientati a New York e ormai icona di Wall Street. La storia che lo riguarda è davvero tenera: dopo il crack finanziario dell’87, il siciliano Arturo di Modica decise di sua spontanea volontà di creare questo toro di 3 tonnellate che voleva  simboleggiare forza e potere e rappresentava allo stesso tempo la forte speranza che il domani portasse ad un risollevamento finanziario; così, di nascosto, lo fissò sul marciapiede del Financial District e lì rimase!

Financial District

Si dice che toccare i testicoli del toro porti fortuna quindi armatevi di pazienza, mettetevi in fila e aspettate di poter toccare con foto! Le persone sono molto cordiali, chiedono se vuoi una foto per averla anche loro in cambio… è così un pò ovunque a NY.

In marcia, ora, verso il Ponte di Brooklyn! Riprendiamo la nostra costante, la Brodway, e in circa 15 minuti arriviamo all’inizio del ponte. Fiumi di gente che attraversano il ponte a piedi e in bicicletta… ci buttiamo anche noi nella mischia!

Brooklyn Bridge

Arriviamo a DUMBO e aspettiamo il tramonto lì. Se avete una macchina fotografica professionale questo è un buon momento per utilizzarla, il tramonto è spettacolare e la fotocamera del cellulare non rende la bellezza del rosa che sta circondando la lontana statua della libertà.

Dumbo

Dumbo

Giorno 5

 

Metro anche questa mattina direzione Chinatown. Il quartiere cinese è molto caratteristico, ma non ho molto da darvi al riguardo, ci siamo limitati ad una camminata in Canal Street. Ad ogni attraversamento pedonale ci sono delle donne cinesi che con una voce delicatissima provano a vendere oggetti  contraffatti… mi ha colpito la disinvoltura di queste signore!

Chinatown

Chinatown

Il pomeriggio lo passiamo in giro per le vie di Midtown a spasso per negozi e intorno al tramonto ci siamo ritrovati vicino alla Tramway per Roosevelt Island, fra la 59th St e la 2nd. Alla funivia si può accedere con la metro card e la traversata dura circa 5 minuti, ne vale davvero la pena. L’abbiamo scoperta per caso e per caso era l’ora del tramonto, le due cose unite hanno generato una figata!

Tramway to Roosevelt Island

Tramway

Tramway to Manhattan

Giorno 6

Il tempo non è molto bello quindi decidiamo di visitare il Guggenheim Museum. Ha un’architettura esterna ed interna molto raffinata ed elegante, ma al Guggenheim ci siamo trattenuti solo un paio d’ore poichè la mostra permanente era temporaneamente chiusa e tutto era incentrato su Hilma of Klint e una piccola parte era dedicata ai Mapplethorp.

Guggenheim Museum

Da qui ritorniamo in centro e, vista la giornata poco soleggiata, andiamo a pranzo al Refinery Rooftop, un hotel sul cui attico si può pranzare, cenare, fare aperitivo e festa fino a tarda notte e si può ammirare l’Empire State Building in tutto il suo splendore. Il posto è davvero elegante e il cibo ottimo, il weekend organizzano brunch dalle 11 am alle 3 pm e il menù è davvero invitante.

Refinery Rooftop

All’uscita schizzettava e, lucky me, ci rinchiudiamo dentro Macy’s. Hanno un piano tutto dedicato alle scarpe e non dico altro!

La sera siamo rimasti in camera e ci siamo fatti consegnare hamburger, patatine e nachos e guacamole dal 5 Napking Burger. Tramite il loro sito si può comodamente e facilmente ordinare del buon cibo, la carne degli hamburger è davvero morbida… e io lo faccio anche stracuocere 🙂

Giorno 7

Eccoci giunti all’ultimo giorno, è sempre molto triste. Ormai sentivamo quella camera d’hotel come se fosse casa nostra, è stato difficile lasciarla.

Il volo è alle 22.30 la sera quindi lasciamo i bagagli e usciamo, è una bella giornata, ma a noi manca da visitare il Whitney Museum, il museo di arte moderna. Ci indirizziamo sul giusto senso di marcia e fermiamo un taxi, in 10 minuti siamo lì, il museo si trova nei pressi della High Line, quindi se vi trovate a Chelsea potete inserire la visita del Whitney nel vostro itinerario del giorno.

Andy Warhol occupa gran parte delle sale espositive, per gli appassionati credo sia il massimo. A me è piaciuto molto, tutti quei colori vivaci mettono di buon umore.

Whitney Museum

Sapete una cosa divertente? Che siamo entrati con il sole e siamo usciti in mezzo ad una bufera di neve. Questa è New York!

W 50th St

 

 

 

 

8 pensieri su “Il mio viaggio a New York

  1. Bellissimo racconto…mi è sembrato di ritornare a New York insieme a Voi..

  2. sono stata a New York tanti anni fa, mi è sembrato di tornarci! una città unica che ti rimane nel cuore

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