Obidos: un luogo di altri tempi

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Óbidos è una cittadina medievale situata all’interno di un’imponente e ben conservata cinta muraria che, a prima vista, mostra le tipiche caratteristiche di una conformazione strategico-militare: costruita su un’altura, recintata da mura, si trova vicino alla costa ed è dominata da un castello.

Ma non è tutto qui…

Se dall’esterno può sembrare un qualsiasi borgo antico, l’interno, è un insieme di casette bianche ricamate di blu o di giallo con finestre in fiore e bouganville ad ogni angolo… L’atmosfera è serena, il borgo, ora, si è trasformato in un luogo di turismo.

Nella strada principale, Rua Direita, tutto vi sembrerà, dunque, molto turistico, ma vi assicuro che non sarà un aspetto negativo. Una strada stretta e lunga fiancheggiata da bancarelle di souvenir di ogni tipo, bar e chioschi, negozi di libri e panetterie.

Fuori dai bar troverete dei piccoli banconi dove poter sorseggiare il Ginjia, un liquore alla ciliegia, da bere in bicchierini di cioccolata… una bomba!

L’antica Óbidos è anche diventata sede del festival letterario.

Nasce nel 2013 e, ogni anno, da settembre a ottobre, le migliaia di stradine che compongono la cittadina si riempiono di amanti della letteratura, trasformando questo piccolo borgo in un villaggio di libri.

A Óbidos se entri in una libreria non è detto che tu debba comprare un libro, può darsi che tu voglia semplicemente sorseggiare un buon tè circondato dall’odore delle pagine ingiallite dei vecchi libri, oppure comprare della frutta o alcuni prodotti tipici.

Vorrei ringraziare Ema, la proprietaria del nostro appartamento di Nazarè che, alla nostra partenza, ci ha quasi obbligato a fermarci qui. Siamo diretti a Sintra, ma abbiamo tempo e decidiamo di ascoltare il consiglio di questa sorridentissima ragazza. Se non avessimo già prenotato il nostro prossimo alloggio saremmo probabilmente rimasti un giorno in più. Avrei voluto dormire nella Pousada, l’ex castello trasformato ora in un alloggio di lusso. Ci pensate? Dormire dove un tempo dormivano re e regine, calpestare gli stessi pavimenti e osservare quella che, un tempo, era la loro abitazione. Sicuramente da provare!

Ci rivediamo a Sintra, nel prossimo articolo!